Quando il nostro dialogo interiore assume connotati negativi, condizioniamo la nostra mente il nostro corpo ad un’azione remissiva con conseguenze facilmente immaginabili.
IL DIALOGO INTERIORE NEGATIVO, CAPIAMO COME FUNZIONA
Il celebre ricercatore e terapeuta Owen O’kane, ha attribuito alle varie forme di dialogo interiore negativo, una serie di “identificazioni” secondo i principi della commedia.
A volte ci potremmo trovare a confrontarci con dei personaggi poco raccomandabili, ognuno di essi ha delle caratteristiche comunicative e psichiche tipiche dei soggetti identificati dallo studioso; vediamone alcune.
L’inquisitore: è il critico per eccellenza, è quel soggetto che deve a tutti costi contestare ogni genere di scelta, pensiero e opinione. Le sue frasi più note sono “non ne azzecchi nemmeno una” “sentire, patetico”, avere a che fare con lui è un bel macigno che grava sulla nostra quotidianità.
Il condottiero: si può riconoscere per il suo spiccato senso del dovere e la propensione a lanciarsi contro ogni sfida. Frasi del tipo “devi accontentare gli altri” sono chiare espressioni del suo modo di essere.
Il melodrammatico: ogni suo intervento è caratterizzato da un alto carico di pathos, la drammaticità con cui esprime i propri sentimenti lo porta a dire “non riuscirai a superarlo”, “è troppo da sopportare”, “andava tutto male”.
Il dubbioso: la totale mancanza di fiducia o è la sua caratteristica primaria. Alimenta costantemente il dubbio che ciò che ci circonda abbia un conto in sospeso con noi. “Se ti sta ignorando ci sarà un motivo” esprime questa sua forte sensazione di disagio.
Il carbonaro: rassegnato ad una vita a basso profilo e si fustiga costantemente con frasi del tipo: “non si risolverà mai”, “non te lo meriti”, “non ti succede mai niente di buono”.
Il sergente: in una sola parola spietato! Si rivolge costantemente con insulti e minacce del tipo “sei un fallito!”.
Quando il nostro dialogo interiore assume connotati negativi, condizioniamo la nostra mente il nostro corpo ad un’azione remissiva con conseguenze facilmente immaginabili.
Dobbiamo dunque porre un freno a questa modalità e per farlo uno degli strumenti più efficaci che i miei clienti adottano è la visualizzazione. Visualizzare infatti consente a loro di identificare il soggetto da cui proviene questo dialogo ed iniziare un processo verbale con lo scopo di mettere in dubbio le parole dette.